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lunedì 31 dicembre 2018

Il mio augurio per il 2019


Quest’anno l’augurio che voglio lasciare a tutti voi, è un po’ particolare, e riguarda da vicino quanto successo a mia moglie nel periodo da Luglio 2016 (quando è uscita da un ricovero ospedaliero, avendo però un’infezione da stafilococco aureo) ad oggi (quando l’ultima delle lesioni che questa infezione le aveva procurato alle gambe si è definitivamente richiusa).

Molte cose sono successe in questi quasi 2 anni e mezzo, ma il momento peggiore è stato in questo passato ottobre quando, tornati dalle ferie, mia moglie ha passato 10 giorni chiusa in casa con la febbre che oscillava continuamente dai 38° ai 40°. Quando, nonostante le cure, la situazione non sembrava migliorare, abbiamo preso la decisione, su consiglio di una specialista che segue Fabiana da diverso tempo, di portarla al pronto soccorso dell’ospedale torinese in cui la specialista in questione esercita. Per cui, con in mano i risultati di un tampone alle gambe ritirato quella stessa mattina da Fabiana, ci siamo diretti verso Torino.

Quando il medico del pronto soccorso ha visitato mia moglie, il responso è stato che, oltre alla situazione evidenziata nei risultati del tampone (ovvero che nella gamba in cui c’erano ancora lesioni aperte, era di nuovo in corso un’infezione, ma vi era anche un’infezione a livello interno nell’altra gamba, in cui le lesioni si erano chiuse da tempo) il medico aveva pure ravvisato un focolaio di polmonite allo stato iniziale.

Quella sera (era un lunedì) io sono dovuto tornare a casa, con Fabiana che è rimasta al pronto soccorso, e quello che provavo era un misto tra la rabbia per la situazione e per come si era venuta a creare, e la paura che mia moglie rischiasse seriamente di morire. Sapevo, infatti, che lei, in passato, in seguito alle complicanze in un’influenza, aveva avuto una pericardite per cui ha dovuto curarsi ed astenersi da ogni sforzo per quasi un anno intero e temevo che, tra l’inizio di polmonite e le due altre infezioni che erano in atto, il suo fisico potesse definitivamente cedere.

La dimostrazione della gravità della situazione sono stati i 20 giorni di ricovero ospedaliero che Fabiana ha dovuto fare, letteralmente bombardata di antibiotici che, fortunatamente, sono riusciti a stroncare tutte e tre le infezioni ma in più, per la prima volta da quando le si erano aperte le lesioni nel lontano luglio 2016, i medici dell’ospedale, oltre a darle il piano terapeutico per finire di curare le lesioni alla gamba ancora ulcerata, hanno pure imposto che la terapia fosse domiciliare, che le gambe fossero lavate ogni qual volta si fosse dovuta sostituire la medicazione (cosa che fino a quel momento le era sempre stata “sconsigliata” dai medici che la seguivano), e che dovesse comunque stare a casa ed il più possibile a riposo fino a quando le lesioni non fossero state definitivamente richiuse (anche questa indicazione non era mai stata data prima).

Inoltre, in una delle visite specialistiche fatte per controllare lo stato della gamba con le lesioni ancora aperte dopo le dimissioni dal lungo ricovero ospedaliero, lo specialista ha detto che, vista la situazione passata da Fabiana in quei giorni, lei aveva seriamente rischiato di morire per setticemia, cosa che rende ancora più bello il fatto di poter dire che, dopo tutto questo tempo, Fabiana è guarita da quelle lesioni che hanno fortemente condizionato la nostra vita in questo lungo lasso di tempo, fatto di 3 ricoveri ospedalieri, e di innumerevoli visite ambulatoriali fatte o per cambiare le medicazioni alle gambe, o per controlli specialistici più frequenti, anche in considerazione del fatto che le lesioni e le infezioni che tornavano ciclicamente, contribuivano ad aggravare un quadro clinico già di per sé decisamente complesso.

Per cui lo dico forte e chiaro: SONO FELICE CHE MIA MOGLIE SIA ANCORA VIVA E NON ABBIA PIÙ QUEST’ULTERIORE LOTTA DA SOSTENERE.

Per questo, l’augurio che voglio fare a tutti voi per il 2019 è quello di potervi rialzare sempre dopo ogni caduta, e di riuscire a sostenervi gli uni con gli altri anche nei momenti più duri e difficili, per poterli superare e poi gioire di ogni singola vittoria, non importa se piccola o grande, che avrete in ogni singolo giorno della vostra vita.

sabato 11 luglio 2015

Di ferite, guarigioni e cicatrici

Ovvero, come ho vissuto questi mesi passati dopo l'incendio.

Sono passati ormai più di otto mesi dal giorno in cui la nostra casa è stata ferita dall'incendio che l'ha colpita il 3/11/2014; mesi in cui si sono mescolati molti eventi e molte sensazioni che non ho ancora avuto modo di vivere ed accettare fino in fondo.

In questi mesi ho vissuto di tutto: dallo stupore e smarrimento iniziale, nel vedere la nostra camera da letto brutalmente danneggiata dal fuoco, e la nostra casa letteralmente invasa dalla fuliggine e dal nerofumo che ricopriva ogni singolo oggetto, alla voglia di ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato e dimostrato grande solidarietà, dal primo giorno in cui si sono dovute fare pulizie urgenti, alle settimane successive, dove si sono dovute fare pulizie grosse; dalla rabbia feroce che mi ha assalito, nel rendermi conto che non avrei potuto aiutare mia moglie come avrei voluto e come sarebbe stato necessario, a causa del fatto che non avevo più giorni di permesso disponibili da poter prendere (e di questo so benissimo chi devo "ringraziare"), alla determinazione nell'organizzare comunque il processo di ripristino della nostra casa, in modo tale da subordinare i lavori al nostro grado di energie e di tempo disponibili, a costo di diluirli in un arco di tempo più lungo del previsto (perché non doveva esistere che, per avere di nuovo una casa agibile in breve tempo, noi si rischiasse di compromettere la nostra salute, o il nostro equilibrio sia personale che di coppia); dallo scoramento nel periodo tra dicembre e gennaio dove, tra cambiamenti sul lavoro e problemi con le assicurazioni, mi sono trovato (per la prima volta in più di 40 anni di vita) a farmi 3 influenze quasi consecutive, alla voglia di non cedere alla tentazione di seguire la logica (per me assolutamente errata) del "finché non sarà tutto a posto non possiamo permetterci di festeggiare alcunché o di riposarci in alcun modo"; dalle difficoltà a dover gestire due tipi di reazioni al trauma praticamente opposti, al divertimento nella ricerca di quella che sarebbe stata una linea comune nella riprogettazione - restaurazione di casa nostra; dal sollievo per l'inizio dei lavori di ristrutturazione, al dubbio di come poter gestire la concomitanza dei lavori in casa nei miei giorni di telelavoro, fino alla contentezza nel vedere sparire mano a mano le tracce dell'incendio, per far largo alla nuova dimensione di casa nostra, così come l'abbiamo ripensata.

In tutto questo, però, ho cercato di lasciar trasparire il meno possibile per quanto riguarda il quanto l'incendio mi avesse colpito, perché mi sono reso conto di quanto questo avesse ferito molto di più mia moglie, portandole via, oltre che molti oggetti, anche molti ricordi per lei importanti. Per questo ho cercato di non buttar fuori le mie angosce o le mie preoccupazioni di quel momento, da una parte per evitare di aggiungerle stress e negatività in un momento che ne era già assolutamente carico, e dall'altro per lasciare che fosse lei a potersi sfogare, per alleggerire il carico che aveva addosso, anche se la cosa non è stata molto facile, e mi rendo conto di aver avuto alcuni sprazzi di forte irritabilità, come non capitava da un po'.

In questi mesi abbiamo vissuto anche alcuni momenti piuttosto tesi, per via della stanchezza che cresceva sempre più, a fronte di una situazione in cui sembrava, anche a causa di parecchie inefficienze esterne, che la fine non dovesse arrivare mai. Sono stati momenti in cui ci siamo trovati a sbroccare ciascuno dei due nei confronti dell'altro, ma alla fine ne siamo venuti fuori. Giusto questo mercoledì (8/7/2015), infatti, siamo riusciti di nuovo a dormire in quella che è camera nostra e sappiamo che mancano solo alcuni ritocchi marginali, più lo svuotamento di una dozzina di scatoloni, per chiudere definitivamente il capitolo "lavori in casa".

Come ho detto all'inizio, questi sono stati mesi molto duri, ma sono anche stati mesi in cui siamo riusciti, oltre alla ristrutturazione, a realizzare compiutamente il "progetto casa" che avevamo in mente quando siamo entrati qui, ma che in quel momento noi non si era riusciti a far fare, e oggi casa nostra è quella che noi volevamo che fosse.

In questi mesi le sensazioni più brutte, me le hanno date l'odore di fumo, che nei primi mesi impregnava ogni singola cosa, e il trovarsi di colpo, anche verso marzo - aprile, le mani sporche di fuliggine per aver toccato qualcosa in casa (cosa che mi rimandava alle prime settimane post incendio, dove lo sport della casa era proprio il lavaggio mani). Infine, una delle cose che so essere pesata molto a entrambi è stato il fatto che non ci sentivamo più liberi di invitare e di accogliere gli amici come facevamo prima perché, se da una parte c'era comunque la voglia di ospitarli come sempre, dall'altra c'era la sensazione di avere la casa che non era in condizione per poter accogliere gli amici come noi volevamo.

In questi mesi la mia ferita è stata data dal fatto che non ero nelle condizioni per aiutare mia moglie come avrei voluto; la mia guarigione è stata il vedere casa nostra riprendere forma, e mia moglie risollevarsi dalla tensione e dalla stanchezza; la mia cicatrice e il sapere che mia moglie, a causa di questo periodo, è peggiorata di salute, anche se continua a vivere sorridendo e gioendo di ogni cosa bella che le capita.

Ma da oggi si riparte. La casa in cui abitiamo è tornata ad essere Casa Nostra, con i suoi suoni, le sue luci e i suoi colori, e noi possiamo finalmente lasciarci alle spalle il fardello della tensione e della paura di non essere in grado di superare il periodo che l'incendio ci ha costretto ad affrontare.

Siamo noi, siamo ancora vivi e siamo tornati ad essere quello che eravamo.

A presto.

sabato 13 ottobre 2012

Movin' On.... Part 2

Ovvero: IL GIORNO PIU' LUNGO


E' la mattina del 5 settembre 2012. Alle prime luci dell'alba un micio e una strega osservano la loro tana letteralmente invasa dagli scatoloni e si guardano. Non servono parole, perché entrambi sanno che cosa sta per succedere: saluteranno definitivamente la casa che gli ha ospitati negli ultimi 5 anni e mezzo e che, nell'ultimo anno, aveva realmente cominciato ad entrare in crisi da "troppo riempimento", per spostarsi in quella nuova casa per cui tanto avevano parlato, progettato e lavorato.

Sono momenti che ciascuno dei due vive in modo diverso, sentendo sulla sua pelle le sensazioni regalate dal cambiamento, dopo di che... ecco giungere sul luogo la squadra dei traslocatori, composta da 5 persone, con: 2 camion (di cui uno per la gru e uno per trasportare la "casa in scatola"), 1 furgone e 1 veicolo di misura intermedia che loro, in gergo tecnico, chiamano comunque furgone ma, vista la forma, io chiamo comunque camion (e per tanto d'ora in avanti chiamerò questo mezzo intermedio "camioncino").

Visto che nel camioncino (già pieno fino all'orlo), c'erano tutti i mobili e le cose che arrivavano dalla casa di Lecce più una cucina che ci è arrivata in regalo da una coppia di miei amici, che dovevano togliere i mobili dalla casa che stavano vendendo, la casa in scatola avrebbe dovuto essere messa nel camion più grande e, allora, ecco che già all'alba delle 7.30 di mattina, iniziano i lavori di carico.

Mentre uno dei cinque viene spedito a svuotare la cantina (sfruttando un po' di scatoloni portati apposta, visto che con la rimanenza delle scatole portate il giorno prima per imballare si rischiava di non averne a basta) ecco che gli altri quattro si coordinano per spostare gli scatoloni e i mobili, prima dalla casa alla gru e poi dalla gru al camion (con anche qualche scenetta gustosa del tipo uno dei traslocatori che viaggia tranquillo sulla piattaforma della gru e mia moglie a cui vengono le vertigini anche solo al pensiero) e mentre ci si avvicina al mezzogiorno, il traslocatore anziano sentenzia in mia presenza: "ieri non ne potevo più di imballare roba. Oggi non ne posso più di caricare sul camion!"

Quando si parte da casa vecchia, sono ormai le 12.30 passate e si ha:

1) Il camioncino col contenuto che arrivava da lecce e da lodi
2) Il camion pieno fino all'orlo del contenuto di casa vecchia
3) Il ducato che era già stato riempito una volta con i mobili che poi avremmo lasciato ad un mercatino locale dell'usato, e poi una seconda volta con due divani presi dal suddetto mercatino e la rimanenza dei mobili di casa vecchia che sarebbe stato traslocato.

Subito dopo l'arrivo a casa nuova di tutta la colonna, passa un'oretta circa in cui sia la squadra del trasloco che noi ci rifocilliamo dopo una mattinata decisamente sostanziosa, dopodiché inizia la fase di riempimento di casa nuova.

Mentre i traslocatori si dannano letteralmente per portare su tutto quanto, io e mia moglie siamo una sorta di moto perpetuo per dare le indicazione su dove mobili e scatoloni vari dovessero essere dislocati tant'è che, ogni tanto, mi tocca far sedere la mia mogliettozza quasi a forza, quando vedo il suo viso farsi quasi cianotico, ma la scena più comica avviene verso le 16.30 e ha come protagonisti mia moglie, una nostra amica comune e il traslocatore anziano che, una volta svuotati ducato e camioncino, hanno il seguente scambio di battute:

Amica comune a mia moglie: "certo che ne avete adesso di roba da sistemare!! ma come farete a far stare tutto in casa?!?"

Traslocatore anziano ad amica comune: "E il bello deve ancora arrivare!"

Amica a traslocatore: "Ma non avete finito di svuotare il camion?!?!?"

Traslocatore: "veramente c'è ancora tutto il contenuto dell'appartamento di cossato da tirare su, che sta nel camion!!"

Amica comune....

TUMP!!!!


IO:
Verso le 22 casa nuova è piena zeppa di mobili e scatoloni, i traslocatori sono andati via dopo aver finito tutto che erano le 19.30 e noi, stanchi e sfatti, ci accingiamo a passare la prima notte in casa nuova, contenti di esserci e coscienti di tutto il lavoro che ci aspetta per svuotare e riordinare i quasi 200 scatoloni stivati nelle varie stanze.

Il seguito alla prossima puntata :)

per leggere il punto di vista della streghetta... clicca qui

lunedì 10 settembre 2012

Movin' On.... Part 1

Ovvero..... MA QUANTO E' PIENA QUELLA CASA?!?!?!?

Antefatto

Era il 27 marzo 2005, da poco più di una settimana, vivevo da solo in casa mia, un appartamento di poco più di 45 metri quadri acquistato da pochi mesi, e, volendo condividere con alcune conoscenze ed amicizie come l'avevo sistemata, ho mandato via mail alcune foto ad amici e colleghi; dopo pochi minuti, mi arrivano praticamente in contemporanea due mail di risposta da due mie colleghe con una frase detta praticamente in stereofonia.... MA QUANTO E' PIENA CASA TUA?!?!?!?!

Di lì a poco più di un mese, ho conosciuto la donna che sarebbe poi diventata mia moglie e, tenendo comunque conto del fatto che io continuavo ad ampliare le mie collezioni di cd e fumetti, dal marzo 2007, la mia casetta ha dovuto fare i conti anche con il fatto che la mia futura moglie era venuta a convivere con me, portando con sé le sue passioni e i suoi oggetti (anche se solo in parte, perché già allora tutti non ci sarebbero stati neanche mettendoli dentro con una pressa). Fin da prima della convivenza, in ogni caso, tutti e due ci eravamo accorti che la mia tana era un po' troppo piccola per due persone come noi e quindi, dopo esserci sposati, siamo partiti con la ricerca di una nuova casa che potesse soddisfare le esigenze di entrambi.

Non sto a ricordare tutte le traversie che abbiamo passato (chi volesse saperne di più cerchi pure tra i vecchi post di questo blog o del blog di mia moglie) ma alla fine siamo arrivati al momento di traslocare dalla mia tana al nostro antro e.....

CAPITOLO 1 --> Come ti sconvolgo un traslocatore professionista

E' il 4 settembre 2012 e, in un momento in cui non possiamo vederli, due delle persone che ci avrebbero fatto il trasloco sono a colloquio con il loro capo, che aveva fatto un sopralluogo qualche settimana prima, e li avvisa: "occhio che la casa è piccola.... ma è MOLTO TOSTA!". Al momento dell'arrivo dei due traslocatori, che nella giornata avrebbero dovuto imballare tutto ciò che c'era in casa (N.B. in quel momento CD e Fumetti erano già stati preventivamente inscatolati da noi nella modica quantità di 54 scatole) l'unica persona in casa è mia moglie ma io mi immagino la loro faccia perché, quando il giorno dopo mi sono trovato a parlare col traslocatore anziano del gruppo, lui mi ha detto "quando sono entrato ieri in questa casa sono rimasto scioccato dalla quantità di cose che c'era dentro". Altro piccolo dettaglio è stato che loro avevano portato 100 scatoloni per poter imballare sia la casa che la cantina... dopo 4 ore e mezza di continuo imballo, mia moglie mi manda un messaggio sul lavoro che mi dice "i traslocatori temono di non aver abbastanza scatoloni per imballare tutta casa"...

Che dire se non: 2 persone, 45 mq di casa..... e io e mia moglie abbiamo mandato in crisi una ditta di traslochi?!?!?

Per il secondo capitolo, ci sentiremo presto ;)

per chi volesse anche leggere l'altra campana... clicchi qui

lunedì 27 agosto 2012

Tra 10 giorni....

Tra 10 giorni, io e mia moglie viaggeremo attraverso nuovi spazi
Tra 10 giorni, io e mia moglie ci gusteremo nuovi colori
Tra 10 giorni, io e mia moglie ci beeremo di nuovi panorami
Tra 10 giorni, io e mia moglie passeremo dal nostro al NOSTRO
Tra 10 giorni, un capitolo della nostra vita finirà, e se aprirà un altro...

Tra 10 giorni, finalmente, cominceremo a vivere nella NOSTRA nuova casa.

venerdì 27 luglio 2012

F. F. F.

Ovvero: F(inalmente) F(accio) F(erie)! :D

Ebbene sì, da ieri pomeriggio alle 17.30 (ora della mia uscita dall'ufficio) sono ufficialmente in ferie e, questa volta, ne voglio proprio scrivere perché, anche se è un qualcosa che accade comunque tutti gli anni almeno una volta, la situazioni di quest anno in particolare le rende speciali. Perché? Semplicemente per il fatto che in questa occasione il mio bisogno di fermarmi e staccare la spina per un po' era arrivato oltre i livelli di guardia. Avete presente quando avete la chiara percezione che vi state muovendo solo ed esclusivamente perché le ore di sonno vi bastano solo per accumulare quella minima riserva di energie psicofisiche per arrivare a fine giornata? Ecco, sono in questo stato da almeno 2 mesi, quindi questo giro di ferie sarà fatto decisamente A PELLE DI LEOPARDO.

Inoltre, tra poco più di un mese, avverrà il trasloco verso casa nuova, i cui lavori ci hanno fatto anche abbastanza penare, ma che si stanno concludendo molto positivamente. Si prepara un altro autunno bello intenso, e speriamo che la prossima annata sia un attimo più quieta di questa.

A presto!

venerdì 27 gennaio 2012

Tanto da dire parte 4...

Sottotitolo: Last  (?) Train Home


2/12/2011: questa data, per me, segna un punto di svolta della mia vita. Da luglio, infatti, sto lavorando distaccato presso la sede di una ditta che fa parte dello stesso gruppo dell’azienda per cui lavoro da più di sette anni a questa parte e, in data 5/12/2011, la ditta presso cui sono distaccato ha cambiato sede e si è spostata in un altro punto di Milano. Il fatto è che, allo stato attuale delle cose, la nuova sede, per me, non risulta essere raggiungibile coi mezzi pubblici in tempi ragionevoli (facendo i debiti conti prendendo i mezzi si andrebbe da un minimo di 6 ad un massimo di 7 ore di viaggio al giorno tra andata e ritorno) e quindi dal 5/12/2011 ho ufficialmente smesso (almeno fino a quando durerà il mio distaccamento) di essere un pendolare viaggiante sulle ferrovie dello stato. 
Dal febbraio 2004, quando avevo iniziato a lavorare a Milano, ho avuto modo di vivere questa realtà nelle sue varie sfaccettature e devo dire che, ad oggi che sono ormai due mesi che ho sostituito il treno e i mezzi con la macchina, sono ben poche le cose che mi mancano, tra cui le persone conosciute in questi quasi otto anni di pendolarismo e la possibilità di poter sfruttare il tempo del viaggio anche per leggere, ma tra le cose che non mi mancano, quella che più mi preme sottolineare è il vedere ogni giorno le espressioni di quei volti rassegnati al livore ed alla stanchezza che masticano amaro per quel tempo di vita di cui si sentono pesantemente defraudati ogni volta che c’è un guasto od un ritardo. Ho avuto anch’io, in questi anni, la mia dose di bile da masticare, perché magari capitavano quei periodi dove la norma era il prendersi delle ore (quando non delle mezze giornate) di permesso solo per poter andare al lavoro, ma ho comunque saputo reagire e costruirmi il mio angolo in cui coltivare le mie amicizie ed i miei interessi e, forse anche per questo, negli ultimi anni il pendolarismo aveva assunto una dimensione molto più vivibile e molto meno pesante, anche se comunque rimaneva la stanchezza fisica di dover fare 5 ore di viaggio al giorno tra andata e ritorno. 
Ad oggi, con tutto quello che è capitato, il fatto di muovermi in macchina non mi pesa e riesco a recuperare ogni giorno almeno 2 ore (e qualche volta anche 3). Non so come si evolverà la situazione, ma per il momento mi godo il tempo riguadagnato.

A presto. 

lunedì 23 gennaio 2012

Tanto da dire... intermezzo

Sottotitolo: Cosa capita quando si spengono i brusii ed i frastuoni inutili?

Ebbene sì, è capitato anche questo. Mai, fino a qualche anno fa, avevo mai immaginato una situazione del genere nel mio quotidiano, sia perché pensando prima da bambino e poi da adolescente, pensavo per passione che ciò fosse proprio inconcepibile e più tardi, pensando da adulto, era comunque un sottile rumore di fondo a cui ero abituato e che mi lasciava abbastanza indifferente, che però sapeva ancora darmi, in certi momenti, un piacevole divertimento e che quindi accettavo pacificamente. Di che sto parlando? Del fatto che, da ormai un anno, vivo tranquillamente SENZA TELEVISIONE. Per dirla meglio, ho ancora un apparecchio televisivo in casa ma, visto che nel giro di sei mesi mi si sono fritti ben 3 decoder (2 dei quali mi sono stati regalati perché, se fosse stato per me, dopo la "prima frittura" non avrei preso nemmeno il secondo decoder) mi sono rifiutato di comperarne un 4° (e anche di farmelo regalare), per cui, col fatto che adesso i canali televisivi sono tutti su digitale terrestre o su parabola (che comunque non ho) ecco che l'apparecchio televisivo che ho, altro non è diventato che un bello schermo da 21 pollici per vedermi i DVD di film e/o serie televisive che ho in casa e devo dire che la cosa non solo non mi ha disturbato affatto, ma mi lasciato due doni molto preziosi: la possibilità di scegliere quando e dove andarmi a reperire le notizie che mi incuriosivano e, soprattutto, il riappropriarmi, in questo mondo dove tutti sembrano poter vedere tutto "in presa diretta" in qualunque parte del globo si trovino, della possibilità di lasciarmi sorprendere da un fatto di cui, magari, venivo a conoscenza solo ore o giorni dopo. Mi ricordo, infatti, di come sono venuto a sapere delle morti di Sergio Bonelli e di Marco Simoncelli, di come la notizia in entrambi i casi mi avesse colto assolutamente impreparato e di come il non avere il chiasso mediatico delle immagini televisive mi abbia portato a vivere in maniera molto più intensa ed intima il dolore che ho provato.

Infine, come ciliegina sulla torta, ho avuto modo di constatare che potevo informarmi anche meglio su ciò che accadeva nel mondo tramite altri mezzi (vedi radio o in internet) e per di più nei modi e nei tempi in cui decidevo io.

Che dire d'altro? forse che la televisione non sia più così utile come sembra?

ciao e a presto.

lunedì 17 ottobre 2011

Corda Tesa

Con oggi, inizia ufficialmente il valzer dei lavori in casa nuova. Nelle ultime settimane, sommerse da preventivi, da dati tecnici e da cifre, ci siamo ritrovati di fronte alla necessità di far quadrare i coNti della nostra disponibilità economica con i coSti sia dei lavori che dobbiamo far fare, sia di quelli che vorremmo far fare (come è vero che basta una lettera cambiata per creare parecchie difficoltà).
Nel fare questo, infatti, non ho potuto fare a meno di pensare a ciò che ci era successo con la banca che ci ha concesso il mutuo, quando, a ventiquattro ore dall’appuntamento col notaio e con il venditore per il rogito della casa, tra l’altro fissato due settimane prima dalla banca stessa, la direzione generale si è svegliata e ha deciso, in maniera assolutamente arbitraria e unilaterale, di bloccare tutti i mutui ultra trentennali, tra cui anche il nostro (da notare che, inoltre, il mutuo ultratrentennale per cui avevamo già firmato tutti i documenti necessari, era stato in realtà una controproposta della banca stessa rispetto alla nostra richiesta originale, che la banca riteneva potesse essere troppo onerosa per noi).
Ricordo perfettamente quella mattina, quando ho ricevuto la telefonata della direttrice della filiale in cui avevamo portato avanti la pratica del mutuo, ricordo il rimbalzare di telefonate successive, tra me e mia moglie, tra mia moglie e la banca e tra la banca e me, in cui si cercava un modo per risolvere la situazione del blocco imposto dall’alto (mi piacerebbe poter inserire nel codice penale il reato di “avidità conclamata”; mi divertirei troppo a vedere i banchieri messi al minimo sindacale del 3° livello metalmeccanico a spaccar pietre in miniera, o a costruire la salerno – reggio calabria) e ricordo anche la tensione creatasi nel capire che avremmo anche potuto rischiare di perdere sia la casa che la caparra, cosa che ci avrebbe costretto a rinunciare al progetto di una casa nuova per parecchi anni. Nonostante tutto, alla fine, si è trovato un accordo per cui l’acquisto è andato in porto ma, chiaramente, l’accordo in questione prevedeva che noi accettassimo sia un accorciamento del tempo del mutuo a trent’anni, sia una decurtazione dell’importo di ulteriori 10000 euro, cosa che adesso, ovviamente, pesa sul budget che noi abbiamo a disposizione per poter fare i lavori per rendere agibile e confortevole la nostra nuova tana.
Giorni tesi, questi, dove tra l’altro ci si trova ancora a confrontarci coi tempi e coi modi della legislazione economico-fiscale italiana, sempre più fantasiosa e nebulosa al tempo stesso, che ci obbliga a decidere in tempi decisamente stretti, perché ad oggi ancora nessuno sa se nell’anno prossimo varranno ancora le agevolazioni che valgono oggi (aggiungo anche un sentito “grazie” alla persona che ci ha venduto la casa, che al compromesso si è intascato una caparra di quasi un quarto del valore della casa, con la clausola che ci avrebbe dovuto dare le chiavi in qualunque momento noi gliele avessimo chieste, e che quando, a 14 giorni dalla stipula del mutuo, noi gliele abbiamo effettivamente chieste, lui si è bellamente RIFIUTATO di darcele perché “ormai non ne vedo più il motivo”).
Tutto questo si ripercuote nel quotidiano, dove mi sento nervoso e irascibile e me ne rendo conto perché, a fronte di osservazioni davanti a cui rispondevo sempre con un sorriso o con una battuta o con entrambi, adesso mi viene quasi da urlare e se non lo faccio è solo perché so che chi mi fa l’osservazione (mia moglie compresa) non c’entra con l’ansia e con la tensione che provo in questo periodo, e so che sfogare questo nervosismo su chi mi sta vicino non servirebbe ad altro che ad avvelenare le nostre giornate, per cui quando sto per rispondere mi fermo, respiro, e non lascio che sia il nervosismo in questione a parlare, ma prendo il controllo e vado avanti.
Ieri sera siamo riusciti a trovare una quadra e quindi oggi parte l’operazione “riassetto casa nuova” e, alla fine, so che comunque anche questa tensione finirà.

lunedì 3 ottobre 2011

the place that I call(ed) home


Data: 10/12/2004
Luogo: un ufficio nel biellese
Protagonisti: Io, un mio parente e tre persone ciascuna delle quali ha una caratteristica che le rende molto ben distinguibili.

La prima ha una faccia tra il serioso e il soddisfatto e praticamente non spiaccica quasi mai due parole una in fila all'altra; la seconda sta defilata con sul volto un espressione tendente all'arcigno e tiene in mano un rettangolo di un tipo di carta un po' strana che sembra influenzare il suo umore in maniera inversamente proporzionale alla distanza del rettangolo suddetto dal petto del suddetto tizio (che questo rettangolo sia una nuova forma di pace maker portatile che agisce senza bisogno di essere impiantato chirurgicamente? mah!); il terzo legge senza sosta e a velocità notevole una serie di facciate di fogli protocollo dattiloscritti in cui si riesce, ogni pochi capoversi, a ripetere almeno 3 volte gli stessi concetti ogni volta con parole lievemente differenti (sarà forse l'esecuzione di un esame di grammatica basato sui sinonimi??)

A un certo punto il lettore si ferma e io, lui e il serio iniziamo a scrivere in maniera quasi compulsiva praticamente la stessa cosa per un numero di volte indeterminato dopo di che, l'arcigno passa al serioso lo strano rettangolo e hai visto che nel passaggio del rettangolo in questione l'arcigno impallidiva tanto quanto
il serioso prendeva colore sul viso (ahhhhh ho capito tutto! E' un nuovo tipo di lampada abbronzante portatile!!!!) e dei pezzi di vari metalli con varie forme e lunghezze passano dal serioso a me, dopodiché ognuno se ne va per la sua strada.


Data 30/09/2011

Luogo: un ufficio nel biellese
Protagonisti: Io, un mio parente e tre persone ancora ben distinguibili tra loro.

La prima ha l'aria soddisfatta e parla costantemente facendo battute e ammiccamenti un po' a tutti gli altri presenti; la seconda ha sempre vicino a sé un rettangolo, che mi sembra molto simile a quello che avevo visto girare di mano in mano quasi sette anni prima, e vedo che tanto più il rettangolo in questione è vicino alla persona che ne è custode, quanto più lei tende a sudare (non ho ancora capito a che serva questo maledetto rettangolo, adesso sembra fare l'effetto di una sauna); la terza persona si comporta esattamente nello stesso modo in cui la sua figura omologa si era comportata la volta prima (penso sempre di più che gli insegnanti di lettere non dovrebbero insistere così sui sinonimi se no ogni scritto diventa un'appendice del vocabolario)

Quando il lettore si ferma Io, il mio parente, l'ammiccante e lui siamo colti dallo stesso attacco di grafomania (mi sembra di rivedere tanti piccoli emuli di Jack Nicholson che in Shining scriveva sempre "IL MATTINO HA L'ORO IN BOCCA") dopodiché la custode cede il rettangolo all'ammiccante e l'ammiccante porge a me ed al mio parente altri pezzi di vari metalli e di varie forme (che fantasia che hanno nessuno di questi pezzi ha la benché minima somiglianza all'altro).


In buona sostanza: ABBIAMO FATTO IL ROGITO DI CASA NUOVA!!! :D


Per la seconda volta nella mia vita, quindi, acquisto un luogo che posso chiamare "casa", anche se, da allora ad oggi, alcune cose sono cambiante:

Allora il parente che mi accompagnava era mio padre, e l'acquisto in sé ha segnato il mio passaggio dalla vita nella famiglia di origine alla vita indipendente e l'appartamento acquistato in quell'occasione è stato poi arredato e pensato a mia misura e a mio uso e consumo. In questo appartamento, poco tempo dopo, ho accolto la persona che sarebbe poi diventata mia moglie, ma ancora oggi questa la sento come casa MIA, anche se nel corso del tempo è stata riadattata per far fronte sia alle esigenze di mia moglie come persona singola, sia alle esigenze comuni di coppia.

Adesso il parente che ha condiviso il secondo acquisto è mia moglie e l'appartamento acquistato con questa nuova operazione è stato cercato, pensato e voluto da ciascuno di noi due perché potesse diventare casa NOSTRA, e lo stiamo progettando assieme, tra discorsi idee e sfottò, perché possa essere il nostro rifugio e  lo specchio fedele di ciò che siamo, sia come individui che come coppia, ed è bello vedere come ci stiamo divertendo a confrontarci nel nostro modo di vedere e di vivere gli spazi in modo tale che il risultato di questo sia un posto in cui i nostri due mondi si incontrino e si mescolino per arricchirsi l'un l'altro.

Penso a quando siamo usciti dagli uffici della banca con in mano le chiavi di casa NOSTRA, e al fatto che, per prima cosa, siamo entrati in una panetteria a prendere 2 meringhe a testa una bottiglietta di coca e una di aranciata e siamo andati in casa nuova a brindare: che bella soddisfazione! E non posso non pensare che, visto il momento appena passato (per avere un'idea leggetevi il mio post "la migliore risposta di sempre") l'idea di accelerare le pratiche per poter così anticipare il rogito di casa (teoricamente l'ultimo giorno disponibile era il 19 novembre) sia stata assolutamente un toccasana perché era un momento in cui avevamo veramente di buone notizie e, in questo modo, ce le siamo create.


Dal 30/9/2011, quindi, è partita ufficialmente la fase 3 del "progetto casa", ovvero prendere accordi per far iniziare i lavori e progettare l'arredamento in modo tale da poter traslocare entro fine anno per partire, con l'anno nuovo, con una nuova avventura nella NOSTRA nuova casa.

giovedì 30 giugno 2011

la migliore risposta di sempre....

Ebbene sì, voglio annunciarvi che, qualche giorno fa, ho trovato la più bella risposta possibile alla domanda “tutto bene?”, che è una delle più comuni  che ci si sente fare tutti i giorni e, spesso, anche più volte al giorno, ma il punto più curioso della questione è il fatto che, questa risposta, sia uscita in un periodo come questo dove eventi negativi si sono abbattuti su di noi come un fiume in piena.

Nulla ci  è stato risparmiato: dalla morte, che ci ha toccato, sia tra i “parenti degli amici”, sia tra gli amici che nel nostro nucleo famigliare (se non ho contato male, abbiamo avuto il discutibile onore di partecipare a 12 funerali in 12 mesi) alla salute, dove mia moglie ha avuto diversi peggioramenti, che l’hanno portata a dover andare in giro anche di giorno avendo con lei il bombolotto dell’ossigeno e, come ciliegina sulla torta, il fatto di dover camminare col bastone quando esce di casa; dai rapporti personali nella nostra sfera di amicizie comuni, dove si sono avute le chiusure traumatiche di due  amicizie importanti ad una serie di difficoltà economiche, causate sia da spese impreviste che da mancati introiti, dovuti ai misteriosi meccanismi fiscali generati dalla fantasiosa legislazione italiana; dalla ricerca di un nuovo appartamento che, prima di arrivare a compimento, ci ha fatto passare attraverso un trattativa andata male, proprio nel momento in cui stava per concludere, ad altri simpatici casini causati dall’idiozia o dall’ignoranza altrui.

 Tensioni; acutizzarsi di malattie; colpi che ci feriscono più o meno profondamente e ci lasciano cicatrici con cui, comunque, ci tocca fare i conti; preoccupazioni per persone care, per cui comunque sappiamo di non poter far più di ciò che già stiamo facendo e la coscienza che, di fronte alle nuove situazioni, ci troveremo entro breve a dover rivoluzionare, di nuovo, le nostre vite.

Ebbene, a parte tutto questo, io percepisco chiaramente la gioia di vivere giorno per giorno e capisco che tutto ciò è possibile perché: a parte tutto, non ho mai perso il gusto di fare ciò che mi piace e di godermi tutti i momenti in cui lo sto facendo; a parte tutto, non faccio dipendere la mia felicità dai comportamenti di mia moglie, così come lei non fa dipendere la sua felicità dai miei, ma ciascuno di noi sa comunicare e condividere le proprie esperienze con l’altro per unire le proprie gioie senza sminuire le esperienze dell’altro; a parte tutto, rimango cosciente che, in qualunque situazione mi dovessi venire a trovare, cerco di valutare cosa posso fare nel caso in cui la situazione stessa si vada ad evolvere nel modo peggiore possibile, in modo tale da avere sempre chiaro come potrò affrontarla e cosa dovrò fare per venirne fuori. Mi rendo conto, infine, che questi atteggiamenti, valgono sia per me che per mia moglie.

Per tutto questo, quando a fine giornata mi sto per addormentare,  posso solo essere soddisfatto di me, di mia moglie e della mia vita, ed è per questo che, quando tu, chiunque tu sia, mi chiederai “tutto bene, Adriano”? io ti risponderò, guardandoti negli occhi e col sorriso sul volto, con tutta la gioia e con tutto l’orgoglio che ho: “A PARTE TUTTO, SÌ

giovedì 2 giugno 2011

liebster blog



Ovvero un premio gradito.

In questi giorni, mi sono arrivate due segnalazioni per un premio che vuole essere una promozione per i blog che hanno meno di 100 followers e che, quindi, grazie a questo premio, vanno ad avere una maggiore visibilità.

Le regole del premio sono le seguenti:


-linkare la persona da cui hai ricevuto il premio (che sarebbe lo scrivente!).
-raccontare 7 cose su di te
-premiare 15 blog e avvisarli del premio (il premio serve a dare maggiore visibilita' nominandoli, con il linkaggio).

Comincio a ringraziare chi mi ha segnalato, ovvero: mia moglie e una nostra amica di torino

Per quanto riguarda le 7 cose di me, posso dire che:

1) Sono un essere di sesso maschile nell'ottavo lustro di vita, con forte ascendenza felina e felicemente sposato con una streghetta di grande spessore umano.

2) Sono una persona estremamente curiosa che vive le proprie passioni in maniera molto intensa, con una forte componente di ricerca e di collezionismo; per la cronaca le mie passioni principali di tipo "collezionistico" sono la musica, i fumetti, le serie tv e i film in DVD.

3) Ho una forte componente agonistica e mi piace lo sport; ho praticato a livello dilettantesco il karate (da bambino), la pallacanestro e la pallavolo (in età liceale). Da 13 anni a questa parte, pratico a livello agonistico lo sport delle freccette.

4) Sono un programmatore di mestiere e lo sono anche filosoficamente perché parlo alle macchine nel linguaggio degli umani e parlo agli umani nel linguaggio delle macchine. Questo implica che:
     - non do nulla per scontato
     - in ogni situazione valuto sia il "se" che "l'altrimenti"
     - parlo senza sottointesi
     - per me tutti i problemi hanno almeno una soluzione e, di conseguenza, se un qualcosa non ha soluzioni vuol dire che non è un problema, ma una realtà che devo accettare per come è.

5) Vivo la vita come un equilibrio tra decisioni da prendere, problemi da risolvere, gioie, soddisfazioni e divertimenti da prendersi, per godere di ciò che si ha e di ciò che si è momento per momento, fino alla fine.

6) Sono un grande estimatore della tecnologia e della rete in particolare, luogo in cui mi sono sempre presentato in tutto e per tutto per come ero prima e per come sono adesso ed anche luogo in cui ho avuto modo di conoscere molte delle persone che, a tutt'oggi, sono e sono state tra le più importanti per la mia vita e per la mia evoluzione personale.

7) " 'Cause the person I am are the parts that I play". Finisco con una citazione di una canzone del mio gruppo preferito, per far capire che, nel mio percorso, la musica ha sempre avuto e sempre avrà un'importanza fondamentale, perché è stato anche e soprattutto attraverso il mio modo di vivere il rapporto con le canzoni, le loro musiche e i loro testi, che mi sono formato come persona, perché, in fondo, io sono carne, sangue, ossa e note con parole al seguito.

Di seguito metto i blog ma, siccome ne seguo decisamente meno di 15, allora metterò sia quelli seguiti da me direttamente che alcuni di quelli che seguo per interposta persona (ovvero quelli che, spesso, mi legge mia moglie quando vuole condividere con me un momento di riflessione o di umorismo ed allegria).

Questi i blog che seguo con meno di 100 followers
creativando, ovvero il blog di mia moglie
fiore stropicciato e barbro, ovvero i blog di due nostre comuni amiche... decisamente diverse tra loro
SBR Guitars, ovvero il blog di un mio collega che, per diletto e passione, si è messo a costruire chitarre

Mentre i blog che seguo per interposta persona sono:

il blog di ammammuzza
il blog agofollia
il blog di Slela

Per il momento, grazie del premio e ciao a tutti.

mercoledì 23 febbraio 2011

Pasta ai 4 formaggi con zucchino sfracassato

Ovvero, una ricetta per soli "piani alti" che farà sicuramente la gioia ANCHE di chi non sopporta fisicamente gli zucchini....

Ingredienti:

250 gr di Gorgonzola
250 gr di Maccagno fresco
250 gr di Toma
250 gr di un formaggio a scelta (i migliori che ho avuto modo di sperimentare sono: Asiago, Provolone dolce, scamorza affumicata, taleggio)
Parmigiano reggiano
Latte
500 gr di pasta (ideale per questo tipo di piatto sono pipe rigate, rigatoni, conchiglie, quindi paste corte che trattengano bene il sugo)
Sale
Uno zucchino intero di grosse dimensioni.
Una polaroid (in alternativa macchina fotografica digitale, cavo usb, pc e stampante)

Preparazione:

Si comincia con lo sminuzzare in una pirofila i formaggi in pezzi piccoli e regolari (in modo che si possano fondere in fretta ed omogeneamente)

Una volta finito di sminuzzare i formaggi, aggiungere una spolverata di parmigiano reggiano grattuggiato e il fondo di un bicchiere di latte.

A questo punto si mette la pirofila in forno (col forno preventivamente scaldato a una temperatura compresa fra gli 80 e i 90°) e si mette a bollire l'acqua per la pasta.

Quando l'acqua bolle la si sala con due-tre pizzichi di sale e si mette dentro la pasta.

5 minuti prima che la pasta sia cotta (e quindi si è certi che tutti gli eventuali invitati siano entrati in casa) si prende lo zucchino intero e.... LO SI BUTTA FUORI DALLA FINESTRA lanciandolo in modo che atterri in un'area in cui sia chiaramente visibile dal punto di lancio.

Si prende quindi la polaroid e si scattano tante fotografie dello zucchino sfracassato quanti sono gli invitati. (in alternativa si scatta la foto con la macchina digitale e se ne stampano tante copie quanti sono gli invitati)

Nel frattempo la pasta avrà terminato la cottura, quindi la si scola e si mette la pasta nella pirofila con i formaggi fusi e si gira in modo da amalgamare bene pasta e sugo.

Si porterà, quindi, la pirofila a tavola e si metterà a fianco di ciascun piatto la foto dello zucchino "sfracassato". Vedrete che chi NON SOPPORTA gli zucchini, ve ne sarà sempiternamente grato!!!

Arrivederci a tutti

mercoledì 29 settembre 2010

Confusioni in rima

Ovvero storia di alcune riflessioni nate ad una discussione attorno ad un tavolo di un ristorante.
Quel giorno ero a pranzo coi miei genitori e, in mezzo ai soliti discorsi, salta fuori una frase: “quelli che confondo rivoluzione con maleducazione”, che stava ad indicare chi, con la scusa di voler cambiare le convenzioni sociali, non si curava minimamente dei suoi comportamenti e delle reazioni che essi suscitavano nelle altre persone, risultando così essere un maleducato e basta.
Premesso che conosco bene questo sia il tipo di meccanismo, sia il tipo di persona che lo esprime, a me è venuto in mente un altro potenziale equivoco, magari più sottile, ma a mio parere decisamente più diffuso e più pericoloso, ovvero quello creato da “coloro che confondono cortesia con ipocrisia”.
Infatti, mentre i primi, alla fine, finiscono per emarginarsi da soli, visto che la società mal accetta la maleducazione, i secondi, proprio a causa dei comportamenti compiti e cortesi che sanno tenere nella maggior parte delle occasioni, si ritengono legittimati a fare qualunque cosa passi loro per la testa, anche se questo vuol dire o mancare di rispetto, o danneggiare altre persone.
Voi che ne pensate?

lunedì 26 aprile 2010

Le mie stagioni.....

Indovina indovinello: quante sono le stagioni?

Che domanda inutile, direte voi, è ovvio che sono 4: primavera; estate; autunno; inverno....


E INVECE NO!!!!

Le stagioni (almeno per me) SONO 2 E BASTA!!!

La stagione RESPIRANTE e la stagione TRASPIRANTE. 

E adesso sta a voi capire quale sia la mia stagione preferita :D

lunedì 15 febbraio 2010

Solo perché siamo piccoli, non vuol dire che siamo stupidi.

Ovvero: di come a volte i bambini azzerano gli adulti in pochi secondi.

Questi racconti che ora vado a scrivere hanno visto protagoniste due bambine: una di due anni e mezzo e una di cinque anni e mezzo, e questi saranno gli unici dati su di loro che scriverò.

Inizio raccontando i due episodi che hanno avuto per protagonista la bambina di due anni e mezzo.

In piscina:

Nella piscina dei piccoli, c'è questa bambina a cui piace molto nuotare sott'acqua, e quindi si immerge spesso. L'istruttrice di nuoto vede la situazione e mette alla bambina i braccioli. La bambina se li toglie e si rimette ad andare sott'acqua. L'istruttrice, a questo punto, prova a metterle il salvagente, ma la bambina capisce che le basta alzare le braccia per sfuggire al salvagente, alza le braccia e ritorna sott'acqua. L'istruttrice le rimette i braccioli e la bimba, imperterrita, se li ritoglie. All'ennesimo tentativo dell'istruttrice di metterle i braccioli, la bambina si gira verso la madre e le dice:

"non voglio i braccioli, perché a me piace andare sott'acqua, e i braccioli mi fanno stare a galla. Spero di essere stata sufficientemente esaustiva!"

interviene il padre dicendo "in che senso, scusa?"

e la bambina, guardandolo malissimo risponde: "CHIARA!!!!"

Al supermercato:

Siamo alle casse di un supermercato con la madre che è andata a fare spese e si è portata la bimba al seguito. A un certo punto arriva una delle classiche vecchiette che, non appena vedono un qualunque oggetto non ben definito sotto il metro di altezza, commentano sempre "MA CHE BELLA BIMBAAAAAAAAAAA" (o bimbo che dir si voglia) con una voce che sta a metà tra l'idiota e quella di un baritono castrato e si sentono in diritto/dovere di toccare, carezzare, sfrucugliare l'oggetto in questione. Vista la bimba, la vecchietta le si avvicina e prova ad accarezzarle i capelli.... la bambina indietreggia. La vecchiettina insiste nel tentativo dicendo, sempre nello stesso orrido tono, "MA NON DEVI ESSERE TIMIDA".... la bambina indietreggia di nuovo. La vecchiettina riparte alla carica dicendo "MA UNA BAMBINA COSI' CARINAAAA. DAI, NON ESSERE TIMIDA!!!" A questo punto la bambina prende una scarpa e la tira verso la vecchietta centrandola in piena fronte e sbotta: "IO NON SONO TIMIDA!!! TU NON MI DEVI TOCCARE!!!!!!"


Finisco raccontando l'episodio che ha avuto protagonista la bimba di cinque anni e mezzi.

Siamo nel mezzo di una festa, tenuta da un mio amico a casa sua, con una quarantina di persone, una delle quali si è portato la figlia di cinque anni e mezzo al seguito.
E' pomeriggio e siamo nel giardino di questa casa, dove c'è anche una piscina di 2 metri per 5, e la bimba nuota tranquilla con i braccioli. All'angolo della piscina un ragazzo (considerato tra "i belli" della compagnia) sta disegnando degli schizzi di personaggi dei fumetti disney. Ad un certo punto la bambina, avvicinandosi al ragazzo a nuoto, se lo guarda e gli chiede:

"mi fai vedere il disegno?"
lui risponde: "se ti faccio vedere il disegno, tu mi dai un bacino?"
a questo punto altri amici del ragazzo intervengono da bordo piscina: "OHHHH, GUARDALO! si marpiona le bambine di 5 anni e mezzo!!!"
e senti lui dire, con fare brillante: "sapete com'è.... mi porto avanti...."

a questo punto la bimba, che è ancora in acqua e sta nuotando, solleva un braccio, punta il dito contro il ragazzo, mentre continua a muovere l'altro braccio per restare a galla e gli dice:

"TU NON HAI 5 ANNI E MEZZO, MARPIONE!!!!"

al che il sottoscritto e tutti i presenti sono scoppiati in una delle più fragorose e spontanee risate che abbia mai sentito.

venerdì 6 novembre 2009

Felice di essermi sbagliato.....

Da adolescente, mi divertivo ad immaginare le persone che vedevo per strada, invecchiate di 20 - 30 anni e la cosa che un po' di turbava era che, quando cercavo di fare lo stesso con me, guardandomi allo specchio, la cosa non mi riusciva, per cui avevo maturato la convinzione che non avrei vissuto più di 35 anni. Oggi, nel giorno del mio 36° compleanno, posso dire che mi ero sbagliato.......


EMMMMMMENOMALE! :D

martedì 27 ottobre 2009

riflessioni pubblicitarie....

questo il testo di una pubblicità che sta andando in onda in questi giorni:

"a tutti coloro che vedono questo bicchiere mezzo pieno, e non mezzo vuoto
 e usano il tempo per essere ciò che autenticamente sono,
 a chi si è perso percorrendo una strada, che non è la sua
 e si sente libero se, malgrado la paura, trova il coraggio di scegliere
 a chi si sente speciale nel vedere ciò che ha,
 e non quello che gli manca
 a tutti coloro che vedono la propria unicità come un bicchiere mezzo pieno
 ama chi sei, e nessuno sarà mai come te"

Ho visto succedere parecchie cose, in questo periodo e tutte mi hanno fatto convergere verso un'unica domanda:

"Ma è mai possibile che sia così difficile godersi quello che si ha nella vita, senza dover per forza sempre cercare di avere ciò che non vedi, oltre alla prossima curva?"

giovedì 15 ottobre 2009

finito il giro di valzer..... eccomi pronto per un giro di giostra.

Con la giornata di ieri, ho terminato il periodo di cassa integrazione datomi dall'azienda e oggi, giusto per festeggiare il mio rientro sulle strade ferrate che collegano Cossato a Milano, ecco che mamma FS mi omaggia di 20 minuti di ritardo sul treno Novara - Milano che mi deve portare al lavoro.

Alla sera, inoltre, ho saputo altre due chicche: la prima, che il treno Cossato - Novara successivo a quello preso da me è stato soppresso; la seconda che il treno dopo ancora (ovvero quello che mi capita di prendere quando mi sveglio più tardi del solito) è stato declassato da diretto a regionale e ha fatto quindi tutte le fermate arrivando a Novara oltre l'orario di coincidenza con il Torino - Milano che però era in forte ritardo a sua volta.....

Come diceva il buon Ligabue, in una delle sue canzoni più belle: "perché se il mondo cambia, qualche mondo non cambia mai" ;-)